Nei sistemi giuridici europei, fingere che sia stato commesso un reato, in assenza di un fatto reale, costituisce un illecito penale.
La simulazione di reato non riguarda un errore o una percezione alterata della realtà.
Implica la rappresentazione consapevole di un fatto inesistente, idonea ad attivare l’intervento delle autorità.
Il bene giuridico tutelato è il corretto funzionamento della giustizia e l’affidabilità delle informazioni su cui si fonda l’azione istituzionale.
In termini essenziali, la condotta consiste in:
- la falsa rappresentazione di un fatto costituente reato;
- la comunicazione alle autorità o la creazione di elementi idonei a far credere che il reato sia avvenuto;
- la consapevolezza della non veridicità del fatto.
Può essere indicato o meno un autore, ma ciò che rileva è l’introduzione nel sistema di un evento inesistente.
La costruzione del fatto
A differenza della calunnia, che attribuisce un reato a una persona, la simulazione di reato costruisce il reato stesso.
Può essere individuato o meno un responsabile, ma ciò che rileva è la costruzione di un evento.
Nel caso della calunnia viene falsificata la responsabilità.
Nel caso della simulazione di reato viene falsificata la realtà.
Da episodio a funzione
Isolata, la simulazione di reato può apparire come un tentativo di giustificare una situazione, evitare responsabilità o ottenere un vantaggio.
In un contesto coordinato, la sua funzione può ampliarsi.
Può essere utilizzata per:
- generare un presupposto fittizio per successive iniziative;
- orientare l’attività delle autorità verso un fatto inesistente;
- creare una base narrativa coerente con altre condotte;
- rafforzare o rendere credibili versioni costruite in parallelo.
In questi casi, il fatto simulato non è fine a sé stesso, ma parte di una dinamica più ampia.
Il peso dell’attivazione istituzionale
La simulazione di reato non si esaurisce nella dichiarazione.
Il suo effetto principale è l’attivazione del sistema.
Segnalazioni, denunce o elementi costruiti o presentati come reali possono determinare l’avvio di verifiche, accertamenti e attività investigative.
Anche in assenza di un danno concreto immediato, il sistema viene impegnato su un presupposto inesistente. Questo comporta una deviazione delle risorse e una possibile interferenza con altre attività.
Coordinazione e connessione con altre condotte criminali
In un contesto organizzato, la simulazione di reato può essere collegata ad altre condotte.
Può precedere, accompagnare o rafforzare:
- la calunnia, quando al fatto simulato viene attribuito un autore;
- la diffamazione, quando il fatto viene diffuso a terzi per consolidarne la credibilità;
- ulteriori iniziative volte a sostenere la versione costruita;
- all’associazione per delinquere, quando la rappresentazione di un fatto inesistente è costruita o sostenuta da più soggetti.
La combinazione di queste condotte può produrre un effetto di coerenza apparente, anche in assenza di un fondamento reale.
Non è il singolo elemento a definire la situazione, ma il contesto complessivo.
La simulazione di reato è una fattispecie riconosciuta nei sistemi giuridici europei.
Inserita in una dinamica coordinata, può assumere una funzione più ampia: non solo rappresentare un fatto inesistente, ma contribuire a costruire una realtà alternativa all’interno del sistema.
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